Marco Tiddi
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6/11/2001

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Non c' nulla di nuovo nelle poste italiane



"Bella scoperta! "recita lo spot delle "nuove" poste italiane.
V'assicuro, niente di "nuovo" sotto il sole, solo il vecchio ,rodato sistema di indisponente menefreghismo e irritante burocrazia indirizzata al costante rallentamento delle operazioni con buona pace dei rassegnati correntisti. Sono titolare di un'agenzia d'assicurazioni e molti clienti si servono della capillare collocazione degli uffici postali per pagare i premi delle polizze scadute.
Da tempo, conoscendo il consueto ritardo con cui l'ente poste mi avverte delle rimesse ,consiglio ai miei assicurati di inviarmi un fax del bollettino in modo che possa provvedere "in tempo reale", io s, al doveroso invio della quietanza.
Un paio di volte a settimana sono pertanto costretto a recarmi all'abituale ufficio postale per richiedere l'estratto conto dal quale a fatica riesco ad estrapolare le polizze pagate.
Accade adesso che un conto corrente postale pagato in data 4 ottobre, ad oggi, 6/11/2001 ,non risulta ancora accreditato. Ho inviato tre fax allegando copia della ricevuta al Cuas e all'ufficio postale dove stato effettuato il pagamento per chiedere chiarimenti, parlato con un paio di "responsabili" che sono caduti dalle nuvole affermando che "non sanno proprio come aiutarmi" ,ho tentato invano ,rischiando l'anchilosi delle dita ,di chiamare alcuni numeri telefonici fornitimi ,c'ha guadagnato soltanto la Telecom!
Ovviamente ho provveduto ad anticipare la rata all'assicurato che ha correntemente pagato il premio di polizza ma resto ancora in attesa che mi venga accreditata la somma o almeno di uno straccio di riscontro.
Da dieci giorni tempo di conoscere a quanto ammonta il saldo del mio conto corrente, all'ennesimo tentativo di questa mattina, dopo una nuova estenuante coda allo sportello mi sento ripetere il fastidioso e consueto ritornello: "siamo fuori linea."
Sono soldi miei e non posso ritirarli, si tratta di appropriazione indebita! A distanza di venti giorni dal mio primo fax dormono ancora sonni tranquilli, "bella scoperta!" non son mica soldi loro.





(Marco Tiddi)



Pubblicata in data 7/11/2001 sul quotidiano "il Tempo"
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