CAPITOLO QUARANTA

 

Giorno per giorno

 

 

 

06/02/2007 10.51.27

 

n’altra splendida giornata di sole in questo bizzarro inverno che non ha ancora deciso quali colori vestire, cielo azzurro, temperatura mite, alberi tuttora infagottati di foglie e noi tutti a svolgere i consueti compiti assegnatici da Sua maestà la vita . 

Chi vi scrive, alle soglie dei cinquanta, costretto da uno Stato dirigista a riorganizzare ancora una volta il proprio lavoro come meglio aggrada all’eccellentissimo et reverendissimo signor ministro Pier Luigi Bersani ,   la di lui consorte attenta a dividere tempo e fatica  tra faccende di casa e   schedari   d’ ufficio,  il primogenito alla ricerca non proprio affannosa  di un impiego che non c’è, Roberto alle prese con logaritmi , poligoni e pixel da sterminare, amori acerbi e la maturità fresca di riforma  e il piccolo appena approdato alle elementari , chino sui libri a contare , sillabare ed inchiostrare mani e quaderni..  

Nel frattempo il resto scorre al di là di via dei Colli della Serpentara, nonne e mamme,  cariche rispettivamente di acciacchi e buste della spesa ,  si recano al mercato, anziani seduti sulle panchine del parco discorrono di sport e politica spiccia, ragazzi con pantaloni strappati e giubbetto stretto in vita  intenti a limonare con ragazzine dinoccolate in jeans attillati e pance bene in vista , gli uni e gli altri con gli occhi spenti e gli zaini su una sola spalla pieni di libri e vuoti di speranza.

Qualche chilometro in moto al mattino tra rapide visite e promesse strappate al prima o poi , scartoffie e scrivania al pomeriggio dopo un fulmineo pasto rubato al lavoro , qualche minuto dedicato al piccolo rientrato da scuola , la consueta passeggiata prima di  cena , un paio d’ore di tivù se il palinsesto serale lo merita e tante ninne sante  fino al mattino.   Come dite ? Ah, sì, certo, ogni tanto tra le lenzuola può anche scapparci qualcosa di più stimolante, e finché il sottoposto non mi va in depressione e continua a scattare sull’attenti state certi che non me lo lascio scappare.   

Ma torniamo in camera di Gabriele, giocare col cucciolo non è mai stata la mia occupazione preferita, lo riconosco , non sono granché come compagno di giochi, starmene pecoroni sul pavimento a farmi gelare il culo , costruire astronavi di lego e muovere soldatini tra una piastrella e l’altra non è il massimo delle mie aspirazioni così abbiamo trovato un compromesso e siglato un accordo di massima. Lui adora giocare a nascondino ma detesta “accecarsi”  ,vorrebbe solo nascondersi e io mi rompo a contare in continuazione a voce alta fino a venti con gli occhi chiusi e la faccia schiacciata tra le braccia contro la parete del corridoio. Di solito fingo di non trovare il suo nascondiglio  e non nego che nella fattispecie la miopia aiuta, ma ogni tanto vado in puzza,  divento un segugio , lo scovo sotto il letto, dietro le porte , persino dentro l’armadio e corro , o almeno ci provo, alla toppa per gridare “tana per Gabry!”  Come vi dicevo qui arriva l’intoppo , di venirmi a cercare non se ne parla nemmeno , troppe stanze al buio, quindi ecco la variante introdotta , un quiz, già proprio così , se vuole tornare a nascondersi deve rispondere esattamente a qualche domanda di cultura generale del tipo qual è la capitale d’Italia, chi è l’attuale presidente della Repubblica  e via dicendo. Non avete idea di quanto si sforzi d’imparare pur di non accecarsi!

Domenica ce ne siamo andati a zonzo per la città eterna , soltanto io e lui, è stato fantastico, una di quelle mattinate confezionate come solo il cielo di Roma sa fare , i bei palazzi del centro e gli antichi  monumenti stagliati contro un azzurro intenso , un sole tiepido a farci compagnia lungo via del Corso e la voglia di stare insieme ad osservare gloriose sciabole e  bandiere lacere chiuse nelle teche della storia.

“Chi c’è in quel sarcofago?” mi ha chiesto con lo sguardo curioso rivolto al sacello del milite ignoto “ chissà” gli ho risposto “ forse il tuo bisnonno , nessuno lo sa , potrebbe anche esserci finito lui là dentro”.

Nel frattempo la casa ha un nuovo ospite, Sweety, un criceto paffuto , peloso e puzzolente che vive in simbiosi con il suo padrone  , dorme quando dorme lui , mangia quando mangia lui e segue con passione i suoi programmi preferiti e gli incontri di calcio virtuali. Raramente i due escono dall’immonda tana ma di tanto in tanto ,quando Alessandro torna alla luce per pulire la gabbia, la bestiaccia viene a trovarmi nel mio  studio,vagabonda sulla scrivania e mi caca sui tasti del portatile li mortacci sua ! Io quello prima o poi lo frantumo!

Alla prossima.

 

 

 

09/02/2007 12.39.31

 

plendide giornate di sole , l’inverno che non si decide ad arrivare, le ultime parole famose…ma imparerò mai a starmene zitto? Porca zozza Giove Pluvio deve aver svuotato i silos del cielo! Un temporale della Madonna! Tre ore ininterrotte in moto sotto un’ acqua incessante! Stamattina ho finalmente capito come deve sentirsi un pesce rosso – questa è per palati fini -  a sguazzare tutto il giorno in un acquario, se continua così dovrò organizzarmi con pinne e boccaglio.

Pazienza , niente di meglio che una bella doccia bollente per sciogliere le giunture e scaldarmi le ossa.

Vi saluto prima che mi prenda un malanno.


09/02/2007 18.29.32

 

' incredibile come una piccola, insignificante traccia possa farti tornare improvvisamente indietro di quarant’anni  , l’ho trovata qualche giorno fa tra gli scaffali di una libreria del centro anziani di Colle Salario dove un compagno di scuola di Gabriele festeggiava il compleanno.

Troppa confusione in quella grande sala , mamme che parlottavano a mitraglia, padri che saltellando tra le quattro pareti scattavano foto come fossero stati morsi dalla tarantola nel terrore di perdere anche un solo scatto , mocciosi che piroettavano spingendosi  l’un l’altro in una baraonda da stadio e un’anima lunga di animatore , fetido concentrato di acne e ormoni instabili , che , anziché calmare quelle piccole pesti urlanti, con un cazzo di vocione baritonale faceva più casino di tutto il resto della compagnia.  

Non ne potevo più di quel pandemonio , così , dopo aver divorato una mezza dozzina di tramezzini al tonno scortati da snack e patatine fritte ho tracannato un paio di bicchieri di coca cola per spingere giù la paccottiglia e , una volta sistemato il fegato per le feste,  me ne sono uscito con fare indifferente sgattaiolando via attraverso la luce della porta semiaperta senza dare troppo nell’occhio.

Al di là di quella bolgia infernale quattro pensionati non proprio di primo pelo ragionavano di gay e coppie di fatto  girando intorno ad un biliardo con le stecche in mano , non quelle con le palle…cioè…sì, pure quelle si servono di palle ma non è la stessa cosa…mmmmm…qui non se ne esce…insomma dai….ci siamo capiti. 
Addossato alla parete di fronte un mobile scuro di quelli a  buon mercato da camera da pranzo primi anni settanta , finito lì chissà come,  ospitava un paio di ripiani affastellati di vecchi libri rimasti chiusi chissà da quanto tempo. La curiosità era troppo forte, sapevo di non poter resistere alla tentazione di dare un’occhiata.

Era lì, dimenticato insieme agli altri, L'asino d'oro e altre favole [di animali e di fiori],  collana “La Scala d’oro” , biblioteca graduata per i ragazzi edizione Utet , copertina color panna e al centro un cavallo alato in volo che tenta di risalire una scala dorata con i bordi in rilievo , 168 lire, un centinaio di pagine , alcune ancora incollate tra loro. Un tuffo al cuore , sapore di adolescenza e piazza Gondar  , è tra quei novantadue volumetti , sistemati uno ad uno e ben ordinati nella libreria bassa color nocciola sotto al finestrone dello studio dell’avvocato Tiddi ,che cominciai a fantasticare inseguendo le gesta di cavalieri senza macchia e senza paura. In un istante è tornato tutto alla mente, l’odore di casa, il sottoscritto in pantaloncini corti sdraiato sul parquet dello studio a sfogliare quelle pagine, il ticchettio dei tasti della Olivetti 32 proveniente dalla scrivania di papà lì accanto , il brusio del televisore acceso in camera da letto  e la voce di mamma che chiama tutti a raccolta per la cena.

Mi sono trovato a passare sotto quella finestra proprio stamattina mentre Nostro Signore scatenava la sua furia allagando il quartiere africano, fermo al semaforo di viale Etiopia in sella all’Honda con il piede appoggiato sull’asfalto lucido di pioggia   ancora una volta non ho resistito alla tentazione di sollevare lo sguardo, c’era la luce accesa, come allora, il cielo era scuro e minaccioso, ma dietro la scrivania papà non c’era più.

Ma adesso è ora di salutarvi , il parco al di là della finestra è ormai scuro, il culo incollato a ‘sta sedia da mezzogiorno comincia a far male  e gli occhi arrossati, provati da circolari , simpli di polizza e nostalgie , rincorrono macchie scure e sgranano alla luce artificiale , oltretutto  tra breve arriveranno ospiti , non è il caso di farmi trovare ancora qui. Tanto ci si ritrova quanto prima.

Statemi bene.

 

12/02/2007 16.21.33


 

i voleva una bella domenica di sole dopo due giorni di pioggia ininterrotta , la vedevo male, cominciavo ad intristire oltre il dovuto e nessuno a questo mondo può permetterselo, io meno che meno. 
Già, è tornato il sereno ma è durato poco, il tempo per una passeggiata fino all’edicola , un caffé al bar d'angolo, qualche pagina di un libro seduto su una panchina del parco mentre il piccolo gioca sullo scivolo ancora umido di brina e al cielo è già tornato il broncio.

Il pranzo della Domenica, la partita della Magica nel primo pomeriggio, quattro chiacchiere tra amici, una minestrina , un film in tivù per conciliare il sonno e il giorno di festa si spegne insieme alle luci di casa.

Stamattina il vetro della finestra ha ripreso a tintinnare fin dalle prime luci dell'alba ma non fa troppo freddo  , bisogna accontentarsi, d’altra parte è lunedì e non può andare diversamente.
Dopo aver lasciato Gabry a scuola giravo in moto cercando di schivare le gocce di pioggia e riflettevo,  tutto quel che ci deve accadere lo conosciamo già e non c’è modo di evitarlo, possiamo solo provare a rimandare.
Mi fa tenerezza chi pensa di essere artefice del proprio destino. Scalciamo,  proviamo a svincolarci dalla ritualità  quotidiana , urliamo finché ci resta fiato nei polmoni ma restiamo sempre prigionieri di quel che siamo, datemi retta, lasciate perdere l’emisfero destro del cervello e concentratevi su quello sinistro, vi farete sicuramente meno male.  

Chissà poi per quale bizzarro motivo ci sforziamo tanto di piacere agli altri?  Forse perché la sola consapevolezza di essere pensati, considerati, amati , ci da una forza e un’energia inimmaginabile e il coraggio di affrontare a muso duro il futuro.

Ognuno di noi possiede una visione personale della vita che è sempre quella giusta e non c’è posto per quella degli altri, al massimo si può provare a coesistere senza prendersi a calci nel culo , sarebbe già un miracolo.
Impostiamo la voce , enfatizziamo il sorriso e ci diamo da fare per non restare soli. Condividiamo un’ idea, qualche valore, e crediamo di poter affrontare insieme il cammino dell’esistenza per colmare lo svantaggio che ci separa gli uni dagli altri.
Che
coglioni…. come si fa a non capire che ogni volto fornisce la trama di una vita sempre e comunque diversa da quella di chiunque altro , se non altro per come la si fronteggia?
Parole gettate a caso nella mischia o frasi infiocchettate per un dono mai richiesto quando l’unica testimonianza attendibile sarebbe il silenzio.
Da che pulpito viene la predica vero?
Si può essere più o meno felici di come è andato questo nostro viaggio sul pianeta Terra, l’unica cosa certa è che saranno sempre più i rimpianti che le gioie, più le occasioni sciupate che quelle fortunate, perché è sempre comunque più eccitante sognare che limitarsi a vivere.

 

23/02/2007 13.19.22

 

ella Roma! Ammazza! Girato mai in moto tra via Veneto , via del Tritone e piazza Venezia ? Non c’è nemmeno bisogno di soffermare lo sguardo sulle splendide fontane , sulle innumerevoli chiese o sui  monumenti millenari. Ogni tanto, anziché inveire contro pizzardoni , zetatielle e sensi unici,   fermatevi al semaforo e provate ad alzare semplicemente lo sguardo , osserverete incantati palazzi d’ineguagliabile bellezza dati quasi per scontati , traboccanti di stucchi e decorazioni. Non indugiate troppo però…c’è sempre qualche impaziente rompicoglioni dietro di voi che impreca e strombazza urlando :”A moro! Quanno trovi ‘n colore che te piace famme’n fischio!”

E vabè, pure il professore l’hanno fatto fuori, almeno noi del rosso antico non ne sentiremo davvero la mancanza, meglio un nemico dichiarato e riconoscibile da combattere a viso aperto che un riciclato sbiadito senza arte né parte mimetizzato tra le fronde dell’Ulivo , quello di sinistra non c’ha mai avuto niente, figuratevi che per acquistare un’automobile si è dovuto spingere fino alle coste della Gran Bretagna.
Chi teme possa tornare il bandito non deve preoccuparsi più di tanto ,  un bel rimpasto, al più un governicchio di transizione affidato alla solita, avvilente  carica istituzionale e tutto cambierà perché niente possa mai davvero cambiare.
Ma Amato no! Vi prego! C’è un limite a tutto…

Grazie a Dio è venerdì come titolava un vecchio film, il tempo pare volgere al bello, in programma non ci sono gite fuori porta e se Dio vuole potrò infilarmi le pantofole e finire di leggere ‘sto benedetto libro prima che la biblioteca mi mandi la questura.

Buon fine settimana.  

25/02/2007 20.43.31

 

ltime briciole di una domenica come tante,serata tranquilla, il parco dorme oltre la finestra del mio studio appena infastidito dal latrato di un cane , i ragazzi sono fuori , Gabrycucciolo osserva divertito le evoluzioni dei criceti sulla ruota e la signora Tiddi guarda la tivù…o forse già sonnecchia.

Dieci minuti alle nove e sono già letto, piuttosto insolito, la confusione dei parenti in visita e il mezzo chilo di pizzette devono avermi messo fuori combattimento, evidentemente non ho più il fisico per certi eccessi.

Nella testa il discordante vociare di tutti coloro che hanno o credono di avere il diritto d’interloquire nella direzione della mia coscienza e un ‘ emicrania da ricovero.  D’altra parte mi sto convincendo che entrare in relazione con gli altri è possibile solo a condizione di essere vulnerabili, soltanto se possiamo ferire ed essere feriti. E’ per questo che ci isoliamo e indossiamo l’armatura ma sfortunatamente in ogni corazza si può sempre trovare una fessura attraverso la quale mirare e colpire.

Schermaglie inutili, la ragione per cui non vogliamo ascoltare , sebbene consapevoli che qualcuno ci sta dicendo la verità , è la necessità di difenderci da tutto e da tutti, soprattutto dalla nostra fragilità. Ogni uomo eredita un patrimonio culturale che lo accompagna ovunque per il resto dei suoi giorni trasmettendogli valori il più delle volte semplicemente frustranti ,altre addirittura pericolosi . 
Non è colpa nostra, generalmente gli errori che commettiamo dipendono da una serie di leggi e codici che ci sono stati imposti. E’ la trappola del dovere, per esso siamo persino disposti a distruggerci, spinti dal buon senso e dalle aspettative altrui continuiamo a far finta di niente.
L’incapacità di fare la cosa giusta viene indicata come follia, non sempre agire nel modo giusto è agevole, si vive nella convinzione che apportare un cambiamento alla propria vita sia troppo arduo e si finisce per sopravvivere. Ci si conforma all’ordine prestabilito, ci si lascia trasportare dalla corrente e si tralasciano desideri e aspirazioni, è allora che vivere diventa sgradevole e pesante.
Ogni atteggiamento, ogni decisione si ripercuote su chi ci è più vicino e quando permettiamo ai problemi personali d’inasprirci , la nostra irritabilità riverbera sui rapporti interpersonali, ecco perché prima di agire è fondamentale pensare agli effetti che le nostre azioni hanno sugli altri ed ecco perché non combiniamo mai un cazzo e siamo eternamente scontenti, i nostri bisogni non scompaiono solo perché ci si rifiuta di considerarli .

Una bomba ad orologeria che ticchetta dentro di noi e prima o poi finisce per esplodere.
In fondo essere depressi o di buon umore può semplicemente dipendere dalle dinamiche delle molecole chimiche prodotte dalle cellule nervose, anche in questo caso non ne siamo responsabili che in parte. Basterà prestare maggiore attenzione ai rapporti tra stimoli e risposte e tutto filerà più o meno  liscio. 

Senza tuffo al cuore tutto appare privo di significato, essere vivi significa saper accettare le sfide, mettersi sempre in discussione senza paura del cambiamento ma non è roba per chi deve fronteggiare tante responsabilità. Lasciamolo osare a chi può permettersi di venire destabilizzato senza rimanere ancorato al mediocre e al limitato, nella civiltà dell’apparenza è molto più importante restare fedeli alle regole che a noi stessi.

Poche chiacchiere, là fuori c’è molto di più di quel che alberga e ristagna  nel puzzo di chiuso delle nostre testacce di cazzo e osservando nel buco della serratura si perde la totalità e la dimensione esatta delle cose.
Tra breve darò l’assalto all’ultimo capitolo de “La quarta sponda” , lettura appassionante, devo ammettere che ne sapevo ben poco di questa particolare pagina di storia patria, sono davvero curioso di scoprire chi la spunterà tra l’onorevole Giolitti e il generale Caneva.

Dovrò pazientare ancora un po’però  , è ora di preparare il latte al piccolo.  

Non aspettatemi svegli , potrebbe chiedermi un’altra volta come l’astuto Ulisse s’è liberato di quel coglione di Polifemo e se tardo a narcotizzarlo potrei addormentarmi prima di lui.

07/03/2007 10.10.04

 

ualcuno a palazzo Chigi non s’è fatto i cazzi suoi e ancora una volta mi tocca rimettere in discussione vent’anni di lavoro , pazienza, comincio ad abituarmi alle sparate di chi abusa dei propri poteri fingendo di esercitarli con patriarcale bonomia , non sarà la trovata demagogica di un ometto da niente a spaventarmi. L’ennesima sfida, proprio nell’ultima stagione della vita ,quella in cui i ricordi sono più numerosi delle speranze e l’inerzia dovrebbe prevalere sull’operosità.

Sono ormai trascorsi centosedici anni da quando papa Leone XIII° scriveva che “…il lavoro non è una merce sottoposta alla legge della domanda e dell’offerta e non si può speculare sui salari, sulla vita degli uomini come sul grano,lo zucchero e il caffè….” , parole al vento, nel volgere di un paio di decenni siamo tornati al medioevo nel diritto del lavoro. Inutile sprecare altro inchiostro, considerata la nostra viltà non ci resta che unirci al coro di chi intona il de profundis dello Stato liberale, vano dipingere lusinghiere aurore quando ad ispirarci restano solo malinconici tramonti, ricopriamo il magma dei sentimenti e delle passione con una verniciata di razionalità e mettiamoci,docili e silenziosi, in coda al gruppo.

Intanto l’appartamento di via Spoleto sta per cambiare proprietario , ancora qualche spicciolo di giorni poi dovrò decidere se perdere anche l‘ultima occasione rinunciando al sogno che mi resta , mi conosco , temo che anche stavolta finirò per scendere alla stazione sbagliata.

Stupido abbaiare alla Luna, sterile cercare la verità, non è mai la stessa e spesso si disintegra in mille frammenti, schegge luminescenti che di tanto in tanto rischiarano la nostra vita, abituiamoci a coglierne i colori senza chiederci se ci piace davvero, camperemo tutti senz’altro meglio.

Pare abbia smesso di piovere, in questo curioso inverno che volge al termine senza aver mai avuto inizio le margherite ricoprono interamente il prato alle mie spalle e gli uccelli sono già tornati , manca solo l’allodola e non è detto che torni , ama la libertà  e non si lascia certo imprigionare dal ritmo delle stagioni , ma ora l’aria s’è fatta tiepida , meglio approfittare del clima mite per saltare in sella  , ne ho di strada da fare.

08/03/2007 9.20.15

 

e nove e venti ? Cazzo,  s’è fatto tardi!  Gabry a casa per la solita influenza di stagione, sveglialo, convincilo a lavarsi,aiutalo a vestirsi e il tempo passa in fretta  , vabè, non sarà la fine del mondo , vedrò di  recuperare.

Otto marzo, festa della donna, per massaie, studentesse  e pensionate cambia poco ma a voi ,che ve ne state otto ore chiuse in un ufficio a scartabellare archivi con la testa altrove , forse saranno concesse almeno un paio d’ore di permesso.

Non pensateci nemmeno ! Non tornatevene di corsa  a casa pensando a tutto quello che c’è da fare! Fottetevene e dedicate un po’ di tempo a voi stesse, capita una volta l’anno, i negozi sono aperti e anche se il portafoglio è vuoto potete sempre sognare osservando le scintillanti vetrine di boutique e agenzie di viaggi.

Auguri all’altra metà del cielo.

09/03/2007 4.17.54

 

nnesimo rialzo del costo del denaro e a giugno è già previsto il prossimo , "Centinaia di migliaia di famiglie con redditi fissi, ma indebitate a tasso variabile, sono a rischio di insolvenza" è l’allarme di quei buffoni dell’Adusbef ,  magari potessi contare su un reddito fisso.

In cinque mesi la rata del mutuo stipulato nel luglio scorso è aumentato di €. 260,00 mensili, presto il rincaro salirà a 380,00 , da 1502,00 a 1882,00, non ho parole, tra un po' se la riprenderanno e vaffanculo.

Francamente non vedo proprio per quale motivo non  dovremmo  prendere a calci nel culo  i vermi mascherati da difensori del popolo che infestano palazzo Chigi, bacchettati in continuazione dalle teste di cazzo inchiodate al  trono di Bruxelles , ed esiliarli in quale isola sperduta nella vastità dell’oceano perchè non possano arrecare ulteriori danni.
Io sarei per una soluzione più drastica , è gente pericolosa, ma , dicono, non sono cose che si fanno.

Chissà se prima o poi ci sarà qualcuno che avrà il coraggio che è mancato alla mia generazione? Dubito che ci riuscirà quella dei miei figli, le  hanno fatto il lavaggio del cervello ,sono stati bravi, forse la prossima.

Altro che realizzare sogni , qui se non si trova una nuova fonte di reddito sarà impossibile sfuggire ai cravattari.
Escludendo il progetto di una rapina in banca - per sperare in qualche possibilità di successo bisognerebbe avere almeno una certa esperienza di militanza parlamentare -  scartando il Superenalotto, anche qui le probabilità di vincita mi sembrano piuttosto scarse , non mi resta che cercare e trovare un lavoro notturno, preferibilmente in nero.

D’altra parte conoscevo la fine della storia fin dall’inizio di quest’avventura, tuttavia quando le cose si devono fare si fanno e basta, inutile starci a pensar su , quel che sarebbe accaduto l’avevo scritto in una lettera pubblicata nel giugno del 2005, adesso , in un modo o nell’altro, dovrò uscirne come migliaia di altri sprovveduti come me, l’unione fa la forza , la rabbia aiuta e la disperazione fa miracoli.

 “Col tempo la situazione è di gran lunga peggiorata e siamo ormai giunti al redde rationem, in un anno il costo del denaro è aumentato sei volte visto che i burocrati di Bruxelles hanno studiano solo ragioneria e l'unico strumento che sono in grado di usare è il pallottoliere . Anche i più ottimisti , quelli che ci accusavano di essere disfattisti e profeti di sventura cominciano a rendersi conto che un tumore insidioso e strisciante , l'Europa delle banche , sta lentamente ma inesorabilmente impoverendo il Paese divorando il potere d'acquisto della gente che tenta di lavorare onestamente e soprattutto di quella che elemosina un contratto a termine . Ovvio che chi siede in un palco riservato alla Scala non possa che minimizzare l'effetto devastante delle decisioni della Banca Centrale Europea. Ritengo sia giunta l'ora di processare per direttissima i principali artefici di un disastro annunciato,ometti che conosciamo tutti , niente galera, non pretendo tanto, ma che almeno gli sia impedito di nuocere ancora, la pensione d'oro l'hanno già acquisita , si chiudano in casa e si tolgano una volta per tutte dalle palle , di danni ne hanno fatti abbastanza.”

Queste le parole che scrivevo al nuovo inquilino del Colle qualche mese fa ma al peggio non c’è mai fine e alle parole dovrebbero finalmente seguire i fatti, è qui che viene a mancare la personalità di un popolino come il nostro abituato a sprecare fiato e chinare il capo adeguandosi di volta in volta agli umori di Regime.

12/03/2007 17.43.28

 

 

gni parola ha generalmente un significato di base e rimane lo stesso in ogni situazione e un significato contestuale che varia , appunto, secondo il contesto in cui viene a trovarsi. Corrente ,ad esempio,  indica di norma l’acqua in movimento, ma può anche assumere il significato di tendenza o elettricità , ebbene ,sembra incredibile ma ogni mia parola assume per chi ascolta l’accezione che non intendevo dargli, sono , insomma, un autentico specialista del malinteso.

Ora, dico io, non vi sembra molto meglio scegliere il silenzio in modo che ciascuno possa immaginare quel che più gli aggrada? Brutto ‘st’aggrada? Vabè, però il verbo esiste, e per quanto desueto non ne ho trovato uno migliore e poi il diario è mio e scrivo come cazzo mi pare.

E’ quasi primavera, che bellezza, anche se di freddo quest’anno ne ha fatto davvero pochino le ossa cominciavano comunque a scricchiolare, l’aria che la strada ti spara in faccia s’è fatta più tiepida ,le soste al semaforo più piacevoli e il sole che ti scalda la schiena mentre siedi alla scrivania  rincorrendo tariffe e circolari sa come rimetterti al mondo. Certo non ha la forza di quello che s’intrufola tra le persiane di piazza Gondar o di viale Libia , è più stanco , qui prima di raggiungere lo studio deve riscaldare i piani alti per poi attraversare i rami intrecciati dei pini del parco e le grate della finestra ma è pur sempre l' amico prezioso   che conosco da anni ed ho imparato pian piano  ad apprezzare.

Da ragazzo , lo ammetto, mi stava un po’ sulle palle, preferivo i giorni di  pioggia , avete presente quei bei temporali che spazzano le strade con tanto di lampi che squarciano il cielo seguiti a breve dal brontolio lontano dei tuoni ? Da sballo, piazzavi un disco sullo stereo, t’immalinconivi al punto giusto e te lo godevi dal finestrone mentre tanti piccoli coglioni chiusi nelle automobiline intrappolate in strada strombazzavano spazientiti credendo di poter scampare all’inevitabile ingorgo. Col tempo siamo diventati amici e adesso lo aspetto con ansia insieme alla bella stagione per camminarci un po’ insieme prima che si riscaldi troppo tornando ad assumere in estate quel fare tracotante e quei toni esagerati da stella del varietà che ti fa sudare come un lottatore di sumo al bagno turco e ustiona le spalle degli omini in ammollo.  

Siamo quasi a metà mese, dovrei preparare il carico di aprile ma di tirar fuori un centinaio di cartelline e sistemarle per bene in ordine di scadenza sul tavolo non mi va per un cazzo, finirei come al solito per tagliuzzarmi e inchiostrarmi le dita, lo farò domattina, ogni tanto rimandare è la scelta migliore, dove sta scritto che bisogna fare tutto e subito? Tanto il mondo non scappa, tutt’al più ( è inutile che me lo segni rosso, ho controllato sul Dop , è giusto ) continua a girare.

Allora, Romano Prodi l’ha sfangata per un pelo , Sanremo è finito ,come di consueto, senza lasciare traccia, i Di.co sostano all’ombra dell’Ulivo in attesa di sapere se qualcuno si deciderà ad approvarli e la Magica travolge l’Udinese dopo aver umiliato il Lione . Per il resto ognuno continua a fare quel che può augurandosi che domani vada meglio…è ‘sto telefono che mi da ai nervi , continua a squillare come un allarme impazzito grazie all’impegno profuso da quella enorme testa di cazzo che invece di limitarsi ad insegnare filosofia in qualche remota aula scolastica del piacentino è finito , non si sa  come, ad emanar decreti a due passi da piazza Colonna .  

E’ appena tornato Ale, pare lo assumano da McDonald, vi pare possibile che mi tocchi pure ringraziare gli odiati yankees ? Meno male che ai nostri ragazzi ci pensano Damiano e Giordano, con quella loro barbetta ispida da seri intellettuali di sinistra sono certo sapranno dare una tonificante sferzata al mondo del lavoro.

Che cazzo vi ridete? Parlo sul serio…